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Basilica di San Pietro

È la più grande delle quattro basiliche papali di Roma, spesso descritta come la più grande chiesa del mondo e centro del cattolicesimo.

In quanto Cappella pontificia, posta in adiacenza del Palazzo Apostolico, la basilica di San Pietro è la sede delle principali manifestazioni del culto cattolico ed è perciò in solenne funzione in occasione delle celebrazioni papali, ad esempio per il Natale, la Pasqua, i riti della Settimana Santa, la proclamazione dei nuovi papi e le esequie di quelli defunti, l'apertura e la chiusura dei giubilei e le canonizzazioni dei nuovi Santi.

La primitiva Basilica di San Pietro, un edificio di dimensioni paragonabili all’attuale, fu eretta intorno al 320 dall’imperatore Costantino nel luogo dove, secondo la tradizione, era stato sepolto l’apostolo Pietro. Nel corso dei secoli e sotto svariati pontificati ebbe inizio quel lungo processo che, in circa duecento anni e con il concorso di moltissimi artisti (Bramante, Michelangelo, Bernini), avrebbe portato al completo rifacimento della primitiva basilica costantiniana.

La cupola ideata da Michelangelo sorprende per dimensioni e armonia, caratteristiche che si apprezzano nell’impegnativa ma gratificante salita che permette di ammirarne da vicino sia l’interno che l’esterno. Tra i tanti capolavori, assolutamente da non perdere la Pietà di Michelangelo, l’opera che stupisce da secoli per tecnica ed emotività.

Uno splendido colonnato di 284 colonne di ordine dorico e ottantotto pilastri in travertino di Tivoli circonda la Basilica di San Pietro, come volesse accogliere in un simbolico abbraccio i fedeli in visita.
 



Santa Maria in Cappella

Piccola e antica chiesetta, fu fondata nel 1090 durante il pontificato di Urbano II.

Nel corso del XV secolo l’edificio di culto venne assegnato a una delle più importanti congregazioni cittadine, le Oblate di Tor de’ Specchi legate a Santa Francesca Romana, le quali iniziarono ad utilizzare il luogo come ospedale.

La Santa, molto cara ai romani ancora oggi, nel 1600 aveva una donna che la venerava particolarmente: Donna Olimpia Maidalchini, moglie di Pamphilio Pamphilj.

I Doria-Pamphilj vi esercitarono il patronato e Papa Innocenzo X ne conferì la proprietà nel 1650 a Donna Olimpia che, acquistando vari terreni attorno, vi fece costruire un giardino di delizie detto "i bagni di Donna Olimpia", affacciato direttamente sul Tevere. Se ne intravede ancora la facciata dal lungotevere Ripa, dietro un muro moderno.

Al suo interno si trovavano anche importanti opere d’arte, tra cui la più celebre era certamente la Fontana della Lumaca, appositamente disegnata da Gian Lorenzo Bernini.


Santa Maria in Cosmedin

Situata in piazza della Bocca della Verità, la chiesa deve il suo appellativo al famoso ed antico monastero di Costantinopoli, il "Kosmidìon", al quale si richiamò la corporazione nazionale greca affidataria della chiesa: anche per questo motivo si chiamò "Schola Graeca" la zona circostante e "Ripa Graeca" questa sponda del Tevere.


La chiesa fu eretta sull'antica "Ara Maxima di Ercole", riconoscibile in quel grande nucleo di tufo dell'Aniene che ancora esiste (in parte) nella metà posteriore della chiesa ed entro il quale è ricavata la cripta. Si trattava di un monumento di grandi dimensioni, come le grandi are greche, al quale apparteneva, probabilmente, la statua di bronzo di Ercole, ora al palazzo dei Conservatori: è lecito pensare che l'ara non fosse altro che un santuario eretto a tutela di un fondaco greco precoloniale, dove mercanti ellenici ed indigeni potevano incontrarsi e trattare liberamente sotto la tutela e la garanzia del dio.

Visitata la chiesa, tappa d'obbligo è la visita alla Bocca della Verità, leggendaria scultura che rappresenta un fauno urlante, raffigurato con un volto barbuto e con gli occhi, il naso e la bocca forati. probabilmente un chiusino, a forma di maschera, di una cloaca risalente al IV secolo a.C.

Durante il Medioevo era consuetudine condurre l'indagato dinanzi al mascherone (allora affisso alle mura esterne della chiesa di S.Maria in Cosmedin) e fargli introdurre la mano nella "bocca della verità": se innocente, ritirava la mano indenne, ma, se colpevole, il mascherone avrebbe chiuso la bocca, troncando di netto la mano.



 

Basilica di San Clemente al Laterano

Nel II secolo d.C., i terreni su cui oggi si trova la Chiesa erano occupati da una casa romana, proprietà di Tito Flavio Clemente, uno dei primi senatori romani che si convertirono al Cristianesimo. La casa era utilizzata per realizzare riunioni segrete, dato che all’epoca la religione cristiana era proibita.

Successivamente, si costruì qui un piccolo tempio dedicato a Mitra (Dio del sole di origine persiana), edificio che, fino al III secolo, fu utilizzato per realizzare dei rituali d’iniziazione.

Qualche anno dopo si costruì una grande sala sulla casa che, quando terminò la persecuzione cristiana nel 313 d.C., divenne una basilica, a cui Papa Siricio diede la sua benedizione.

La Chiesa soffrì grandi danni nei saccheggi dei normanni del 1084, per i quali fu abbandonata e sepolta cinque metri sotto il livello della strada. Sullo stesso terreno si costruì una nuova chiesa per ordine di Papa Pasquale II, terminata nel 1108, che è la stessa che oggi possiamo vedere.




Basilica di San Giovanni in Laterano

Un itinerario nella Roma Cristiana non può non contemplare San Giovanni in Laterano. 

Definita “madre di tutte le chiese del mondo”, la Basilica di San Giovanni in Laterano è la prima delle quattro basiliche papali.

Rappresenta l’ideale trait d’union tra epoca pagana ed epoca cristiana. Nata, infatti, come edificio per riunioni pubbliche e per l’amministrazione della giustizia, con la diffusione del nuovo credo si trasforma in maestosa struttura ecclesiastica, adatta ad accogliere un gran numero di fedeli.

La Basilica sorge sullo stesso luogo della basilica eretta da Costantino intorno al 314 su terreni già di proprietà della nobile famiglia dei Laterani, dalla quale prende nome tutta l’area.

Ripetutamente danneggiata e restaurata, la basilica fu continuamente arricchita nel corso dei secoli. La sua facciata settecentesca, costruita da Alessandro Galilei, è un preludio al magnifico interno ideato dal Borromini, al quale papa Innocenzo X Pamphili, in vista del Giubileo del 1650, affidò il rifacimento dell’interno.

L’impianto complessivo a cinque navate venne comunque conservato, così come il cinquecentesco, ricchissimo, soffitto a cassettoni della nave mediana. Se vi trovate qui, meritano senz’altro una visita il museo, che raccoglie preziosi arredi liturgici, e il chiostro, capolavoro dell’arte cosmatesca dove si conservano elementi architettonici, sculture e ornati dell’antica basilica.



Basilica di Santa Maria Maggiore

Conosciuta anche come Basilica Liberiana, è una delle quattro basiliche papali di Roma.

La costruzione avvenne su una chiesa precedente, costruita grazxie ai finanziamenti di Giovanni, un ricco patrizio romano.
La leggenda vuole che Giovanni, assieme alla moglie, avesse deciso di dedicare una chiesa alla Vergine Maria apparsa loro in sogno.
La Madonna li aveva informati che un miracolo avrebbe indicato loro il luogo su cui costruire la chiesa.

Anche il papa Liberio fece lo stesso sogno e il giorno seguente, recatosi sull’Esquilino, lo trovò coperto di neve. Il papa stesso tracciò il perimetro dell’edificio e la chiesa fu costruita a spese dei due coniugi.

Ancora oggi, ogni anno, il 5 agosto viene rievocato il miracolo della neve con un’apposita celebrazione durante la quale, dalla sommità della basilica, vengono liberati in aria dei petali bianchi che producono un effetto davvero suggestivo, da non perdere.



Santa Maria della Vittoria

Dedicata inizialmente a San Paolo, la chiesa fu rinominata in occasione della battaglia della Montagna Bianca nella Guerra dei Trant'anni, che vide una temporanea vittoria delle truppe cattoliche su quelle protestanti.

L'attrazione principale è l'altare del transetto sinistro, con lo spettacolare gruppo scultoreo della Transverberazione di Santa Teresa d'Avila, opera di Gian Lorenzo Bernini.
La cappella Cornaro è uno dei capolavori berniniani, specialmente per quanto riguarda l'uso sapiente di effetti misteriosi e scenografici di luce celata, che si apprezzano in particolare nel pomeriggio.