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Piazza del Popolo

E' una delle piazze più celebri di Roma ultima realizzazione della Roma Papale.

Nel corso del tempo ha subito moltissimi cambiamenti e quella che vedete oggi è il risultato dell’opera dei vari papi che si sono succeduti, che ha portato a far affacciare sulla piazza ben tre chiese: Santa Maria del Popolo, la più antica sul lato nord, e le due chiese gemelle sul lato sud, chiamate Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto.

Non sono le uniche due gemelle della piazza: ai due lati est e ovest si scorgono la fontana di Nettuno e la fontana della dea di Roma.
 

Al centro della piazza di innalza l'obelisco "Flaminio". Fu il primo obelisco ad essere trasferito a Roma, al tempo di Augusto, per celebrare la conquista dell'Egitto.


Piazza di Spagna

L’eleganza è senza dubbio la caratteristica principale della piazza: la cornice offerta dai palazzi color ocra, la fontana del Bernini e la scalinata su cui si erige la chiesa Trinità dei Monti contribuiscono a creare un’atmosfera raffinata e settecentesca.

Antica casa di poeti illustri quali John Keats e Percy Bysshe Shelley, la piazza rappresenta oggi un patrimonio culturale di inestimabile valore. Posizionata ai piedi della collina del Pincio, Piazza di Spagna ha da sempre rappresentato il centro della vita culturale e turistica della città di Roma.


Piazza Barberini

Nell'attuale centro storico di Roma, è situata tra il colle Quirinale e gli Horti Sallustiani

Al centro della piazza è posta la fontana del Tritone realizzata da Gian Lorenzo Bernini. Composta da quattro delfini con la testa in basso che sostengono una grande conchiglia con le valve aperte, al centro della quale si erge il dio marino Tritone nell'atto di soffiare verso l'alto, attraverso una buccina marina, uno zampillo d'acqua che ricade in una sottostante vasca. 

 

Fontana di Trevi

E' la più grande e la più nota tra le fontane di Roma. 

Il tema dell'intera composizione è il mare. La scenografia è dominata da una scogliera rocciosa che occupa tutta la parte inferiore del palazzo, al cui centro troviamo una grande nicchia delimitata da colonne che la fa risaltare come fosse sotto un arco di trionfo.

Qui si erge una grande statua di Oceano colto mentre incede su un cocchio a forma di conchiglia trainato da due cavalli alati, soprannominati rispettivamente «cavallo agitato» (quello di sinistra) e «cavallo placido», in riferimento agli analoghi momenti del mare a volte calmo e a volte burrascoso.

Ai lati della grande nicchia centrale vi troviamo altre due nicchie, più piccole, occupate dalle statue della Salubrità (a destra di Oceano) e dell'Abbondanza (a sinistra), quest'ultima raffigurata mentre regge il simbolico corno colmo di frutti e monete.


Pantheon

Dedicato al culto di tutti gli dei, il Pantheon fu fatto costruire dall'imperatore Adriano tra il 120 e il 124 d.C. 
All'inizio del VII secolo è stato convertito in basilica cristiana chiamata Santa Maria ad Martyres.

Il Pantheon si compone sostanzialmente di tre parti: il Pronao, l’Avancorpo e la Rotonda. Ma il suo elemento fondamentale è il ”vuoto”.
Questo lo si percepisce non appena si entra nella magnifica cella, elemento  per cui il Pantheon è meritatamente celebre nella storia dell’architettura di tutti i tempi, e per cui migliaia di visitatori lo affollano ogni giorno.

La cella (naos), uno straordinario vano circolare, il cui diametro di m. 43,44 è pari all’altezza da terra della cupola emisferica che lo ricopre, illuminato da un oculo centrale di m. 8,92 di diametro.
Da qui la luce del sole, in determinati momenti dell’anno, illumina perfettamente alcuni dei vani satelliti che articolano le pareti.

A partire dal Rinascimento nel Pantheon, come in tutte le chiese, furono realizzate sepolture, in particolare di artisti illustri. Ancor oggi vi si conservano, fra le altre, le tombe dei pittori Raffaello Sanzio ed Annibale Carracci, dell'architetto Baldassarre Peruzzi e del musicista Arcangelo Corelli.

Il Pantheon conserva inoltre le tombe dei due primi re d'Italia, Vittorio Emanuele II e suo figlio Umberto I.




Piazza Navona

E' una delle piazze più celebre di Roma, fatta costruire dalla famiglia Pamphili per celebrarne la grandezza del casato.
La sua forma è quella di un antico stadio e ricalca la posizione dello Stadio Domiziano dell'antica Roma. 


Piazza Navona è simbolo della Roma barocca, con elementi architettonici e scultorici di Gian lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Girolamo Rainaldi.

Tra le opere più importanti all'interno della piazza, vi è la Fontana dei Quattro Fiumi situata di fronte alla chiesa di Sant'Agnese in Agone.

La fontana sulla cui sommità si eleva un obelisco egizio imitazione di epoca romana, rinvenuto nel 1647 nel circo di Massenzio sulla via Appia. La sistemazione dell'obelisco sul gruppo scultoreo centrale ribadì la validità di un'innovazione che lo stesso Bernini aveva sperimentato, nel 1643, con la realizzazione della fontana del Tritone, e che era contrario a tutti i canoni architettonici dell'epoca: il monolite non poggiava infatti su un gruppo centrale compatto, ma su una struttura cava, che lasciava cioè un vuoto al centro e sulla quale erano poggiati solo gli spigoli della base dell'obelisco.

Le statue rappresentano le allegorie dei quattro principali fiumi della Terra, uno per ciascuno dei continenti allora conosciuti, che nell'opera sono rappresentati come dei giganti in marmo che siedono appoggiati sullo scoglio centrale in travertino: il Nilo, il Gange, il Danubio e il Rio de la Plata. Il Danubio indica uno dei due stemmi dei Pamphili presenti sul monumento come a rappresentare l'autorità religiosa del pontefice sul mondo intero, il Nilo si copre il volto con un panneggio, facendo riferimento all'oscurità delle sue sorgenti, rimaste ignote fino alla fine del XIX secolo, il Rio della Plata possiede un sacco traboccante di monete d'argento, che simboleggiano il colore argenteo delle acque, e infine il Gange regge un lungo remo che suggerisce la navigabilità del fiume.



Campo de' Fiori

Fino al quattrocento la piazza in quanto tale, non esisteva. Al suo posto vi era un prato fioritio e alcuni orti coltivati, da qui il nome. 

Per secoli Campo de' Fiori è stato il palcoscenico delle esecuzioni pubbliche. Tra queste, è passata alla storia quella del frate dominicano Giordano Bruno, la cui statua domina il centro della piazza, avvenuta nel 1600.

Dal 1869 la piazza è sede di un vivace e pittoresco mercato ortofrutticolo.

Campo de' Fiori, è l'unica piazza storica di Roma dove non è presente una chiesa.